Per chi ha deciso di decorare casa con i contenitori magnetici KalaMitica, o per chi semplicemente ama le piante grasse e vuole coltivarne alcune specie in contenitori particolarmente piccoli, ecco qualche consiglio su quali piantine scegliere e su come prendersi cura di loro.
Hanno nomi complicati, è vero, ma guardando le foto siamo sicuri che le riconoscerete subito.

Crassula mesembryanthemoides

È una delle piante grasse più diffuse ma ha fatto davvero tanta strada per arrivare in Europa, la Crassula mesembryanthemoides è infatti originaria della lontana Namibia.
Potete coltivare questa varietà di Crassulacea in ogni tipo di vaso, compresi quelli più piccoli.
Tanto il suo nome è difficile da pronunciare, tanto è facile prendersi cura di lei, basta prestare solo alcune attenzioni fondamentali. Vediamole nel dettaglio.

Ogni primavera, armatevi di un fertilizzante per piante grasse, si tratta di una soluzione liquida facilmente reperibile in commercio, mischiatelo con dell’acqua, in base alle indicazioni riportate in etichetta, e somministratelo alle piantine una volta al mese. Questa operazione, vista l’aggiunta di acqua, vale anche come “annaffiatura”; contate che la frequenza con cui la crassula necessita di essere bagnata e nutrita, nelle stagioni più calde, è proprio la stessa, una volta a mese. Le Crassulaceae sono piante succulente, e cioè accumulano l’acqua nei propri tessuti; non soffrono la siccità ma sono molto sensibili agli eccessi d’acqua, fate attenzione a non esagerare. Interrompete annaffiatura e fertilizzazione durante l’inverno.

Per permettere alla Crassula mesembryanthemoides di crescere forte e rigogliosa posizionatela in un luogo semi-ombreggiato con una temperatura che non scenda mai sotto i 7 °C.

Opuntia microdasys albata

L’Opuntia microdasys albata è una Cactaceae, la famiglia dei cactus, è una pianta decisamente decorativa, disponibile anche nella “versione mini”. Prima di coltivarla però assicuratevi di avere a disposizione un luogo molto luminoso in quanto questa pianta richiede una certa dose di luce solare per rimanere sana.

Per concimarla (e bagnarla) potete usare sempre un fertilizzante specifico per le piante grasse mischiato con dell’acqua, contando che l’irrigazione dev’essere davvero poco frequente, circa una volta al mese o comunque solo quando il terriccio è ben asciutto. Da novembre a febbraio l’operazione va ulteriormente limitata.

Un’altra caratteristica dell’Opuntia microdasys albata è quella di non resistere alle temperature troppo basse: in inverno, al calduccio, dentro casa, vicino ad una finestra ben illuminata, starà benissimo.

Dalla primavera fino a tutta la stagione calda, queste pianta tenderà ad emettere nuove “foglie” (dette cladodi), eliminate quelle in eccesso, in base alla forma che vorrete dare alla vegetazione e contando che ne gioverà allasalute della pianta che, se troppo cresciuta, potrebbe soffrire in un piccolo vaso.

Echinopsis subdenudata

Con l’Echinopsis subdenudata serve fare un po’ di attenzione nella scelta della posizione, ha bisogno infatti dellagiusta dose di luce. Per capire se il luogo è adatto controllate che la pianta non si “allunghi” troppo, in tal caso significherebbe che non ha abbastanza luce. Al contrario, se i tessuti assumono una colorazione tendente al marrone e si induriscono, allora la luce è eccessiva. Con un po’ di pazienza e spirito di osservazione, scoverete l’angolino che fa per lei.

Anche in questo caso sono da evitare temperature troppo basse, tenetevi sempre sopra i 10 °C, allo stesso tempo fate in modo che l’ambiente non superi i 30 °C, cosa che accade spesso quando si mette una pianta vicino ad una finestra con i doppi vetri.
La concimazione/bagnatura va effettuata in primavera e in estate, sempre con lo stesso metodo delle piante precedenti e cioè diluendo la soluzione liquida nell’acqua, una volta al mese; sospendete l’operazione nei periodi freddi.

 

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